Le profonde radici della crisi a Brescia

Il manifatturiero bresciano somiglia sempre di più a quelle donne che in gioventù erano bellissime ed ambite ma che una volta sfiorite pretendono di avere ancora spasimanti, ma senza rinunciare al privilegio di darla solo a chi vogliono loro.

L’Aib, ad esempio, in uno studio sugli ultimi quindici anni dell’economia bresciana, auspica:

l’apertura delle nostre imprese a capitali, anche esteri, può essere un’ulteriore variabile su cui il sistema manifatturiero bresciano può e deve fare affidamento per i prossimi anni

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La “missione impossible” di un calcio da terzo mondo

Milan, Roma e Inter hanno perso la gara di andata degli ottavi di Champion’s League. Tutte e tre hanno perso in casa. E questo complica non poco il discorso qualificazione.

Chi perde la gara di andata in casa in genere esce. Lo dicono i numeri: quest’anno si gioca la trentacinquesima edizione della Coppa dei Campioni e dal 1955 ad oggi è successo soltanto 7 volte che chi ha chiuso la gara di andata giocata in casa con una sconfitta si sia qualificato.

Non svolgo qui una analisi tecnico tattica ma mi limito ad una constatazione statistica, anche perchè il dato che ne esce è abbastanza netto.

L’ultima volta è successo all’Ajax nel 1996 che ad Atene riscattò lo 0-1 interno dell’andata con un netto 3-1. Poi i lanceri persero la finale con la Juventus. questi gli altri precedenti.

1995-1996 semifinale Ajax Panatinaikos 0-1 3-0 Ajax poi battuto in finale dalla Juve ai rigori
1985-1986 quarti Anderlecht – Bayern 1-2 2-0 Anderlecht eliminato poi in finale dalla Steaua poi campione ai rigori sul Barcellona
1979-1980 quarti Notthingham Forest – Dinamo Berlino 0-1 3-1 NF campione 1-0 all’Amburgo
1977-1978 semifinali Liverpool – Borussia M 1-2 3-0 Liverpool campione 1-0 al Bruges
1974-1975 sedicesimi HJK Helsinki – Valletta 0-1 4-1 Hjk fuori negli ottavi con Atvidabergs (Svezia)
1968-1969 quarti Ajax – Benfica 1-3 3-1 (poi spareggio 3-0) Ajax battuto in finale dal Milan
1955-1956 ottavi Milan – Saarbrucken 3-4 4-1 Milan eliminato in semifinale dal Real che poi vinse la coppa

In altre tre occasioni, invece, la situazione è stata pareggiata ma poi la squadra che aveva vinto l’andata ha vinto lo spareggio.

A volerla vedere diversamente, da quando esiste la Champion’s League (con più squadre di uno stesso paese partecipanti) solo in UNA occasione chi ha perso l’andata in casa si è qualificato.

Nella storia intera della Coppa campioni, invece, capita mediamente ogni 7/8 anni che la squadra battuta all’andata riesca a qualificarsi ribaltando il risultato al ritorno. Certo, ora c’è un ritardo di 15 anni e si potrebbe pensare ad una doppia vittoria, ma statisticamente la rimonta è assai improbabile. Non certo impossibile sul piano tecnico tattico, anche perchè le tre italiane dal punto di vista del valore assoluto non mi sembrano inferiori, ma se i precedenti presentano medie così schiaccianti un motivo ci sarà pure.

Udinese-Brescia 0-0. Un punto che fa la differenza

È impossibile non pensare alla gara di ieri evitando il parallelo con quella dell’andata. Perchè tra le due ci sono differenze formali e sostanziali. Allora un Brescia con il 4-3-1-2 giocò una gara propositiva ed offensiva, qualitativamente discutibile perchè al gioco espresso non si affiancò la concretezza.

Ieri tutta un’altra musica: organizzazione, copertura, ripartenza, capacità di non scoprirsi contro un avversario che non aspetta altro (quest’anno ha un possesso palla bassissimo e gioca tutto su ripartenze veloci e verticali per le sue punte). A Udine si è vista nel complesso la miglior prestazione da quando è tornato Beppe Iachini. A dimostrarlo è una lettura attenta dei dati statistici ufficiali della serie A che elaborano due indicatori interessanti per «protezione area» ed «attacco alla porta».

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Come si affronta la ripresa? Cambiando l’organizzazione aziendale

Interessantissima analisi questa mattina sul Giornale di Brescia in cui Gianfranco Tosini (ex direttore del Centro studi e settore economia dell’Associazione industriale bresciana) analizza i benefici portati dalla ripresa tedesca alle aziende bresciane. Tosini si spinge oltre individuando anche un passaggio chiave del successo tedesco sul mercato:

L’intuizione dei tedeschi è stata quella di identificare, in mercati sempre più complessi e articolati, l’organizzazione aziendale come il vero fattore critico di successo. Un modello che fa leva sui punti di forza dei singoli individui che vengono incastonati in processi aziendali molto complessi. Una buona organizzazione aziendale ha consentito la crescita di imprese efficienti, in grado di fabbricare buoni prodotti, apprezzati per qualità in tutto il mondo.

Non si spinge oltre, ma tra le righe si può leggere anche un consiglio-critica alle aziende bresciane ancora ancorate al modello dirigenzial-familiare dell’altro secolo. Soprattutto laddove Tosini “lega” i due modelli:

I rapporti commerciali di Brescia con la Germania datano da lungo tempo e si sono sempre di più intrecciati e rafforzati, tanto che si può dire che l’industria bresciana sia un’appendice di quella tedesca.

In altre parole: le aziende bresciane hanno goduto di un effetto traino, ma ora avrà bisogno di ripensarsi perchè da un certo punto in poi non basta il traino ma serve la capacità di correre al pari dei propri partner. Questa capacità passa da un ripensamento organizzativo delle realtà aziendali.

La vita è anche questa

Non ne sapevo niente di ciclismo, ma i miei compagni di classe avevano i loro preferiti: Bugno, Chiappucci. Io scelsi a caso. Avevo scelto il più grande senza saperlo. Il suo poster nella mia camera da adolescente non è mai stato tolto. Ciao campione.

(la canzone Un uomo in fuga è di Riccardo Maffoni, nato a Orzinuovi, dove io andavo a scuola in quegli anni)

La partita degli juventini

Oggi discutendo con un amico interista (uno dei tre interisti al mondo che considero anche competenti e in grado di parlare di calcio giocato) mi faceva notare: “è la VOSTRA partita”. Lì per lì non ho accettato la battuta, ma poi pensandoci bene l’ho capita. Ed ho trovato anche una conferma leggendo il blog dell’Uccellino di Del Piero, dove Antonio Corsa ammette, analizzando le parole di un’intervista di Ranocchia:

Per ogni bianconero questa è “La partita”. Ovvio. Questo siamo diventati. Dei provinciali. Per l’Inter invece è solo 3 punti. E vabbè, intaschiamo la risposta di Ranocchia, che – non è colpa sua – ribadisce la superiorità morale della squadra nerazzurra alla «Per ogni squadra quella contro di noi è “La partita”».

Scrivo volutamente questo post dopo la vittoria serale. Una vittoria operaia con una squadra in apnea dopo un’ora. Un successo non da grande squadra, ma succede così anche quando il Torino riesce a fare bene nei derby contro di noi.

Ed il mio vuole essere un monito ai tifosi juventini, un richiamo a ricordare ciò che siamo per Dna.
Innanzitutto non troverete mai un interista che fa una auto-analisi così spietata e realista come quella letta sull’Uccellino di Del Piero. E questo succede perchè mentre gli interisti sono nati calcisticamente inetti, sono geneticamente così anche quando vincono, incapaci della benchè minima autoanalisi che non sia distruzione ma abbia qualcosa di minimamente costruttivo. Noi invece ci siamo ritrovati un giorno, nostro malgrado, retrocessi in serie B, perchè qualcuno l’ha deciso. E da allora in poi giochiamo contro un gap che ci è stato imposto, di cui dobbiamo prendere atto (almeno fino a che non ci verrà restituito – anche economicamente – quello che è mancato).

Non posso non chiudere ricordando la citazione di Giampiero Mughini che da sempre campeggia su questo blog come essenza della juventinità: vivo con onanismo juventino: non vado allo stadio, detesto chiacchierare al bar e guardo bene dal parlarne con le donne, considero la moviola il più grande crimine contro l’ umanità dopo il nazismo.

Ordinanze un tanto al metro

A Brescia sono scattate le targhe alterne. Ma ci sono ad esempio delle strade in cui si può andare in un senso e non nell’altro. E una serie di altre perle. Ne ho parlato oggi su Bresciaoggi.

«La mia targa finisce con 0. È pari o dispari?». La domanda è solo una delle tante che sono state poste agli operatori delle varie polizie locali dei comuni coinvolti. Ma anche a scorrere i testi delle ordinanze non è che la chiarezza regni sovrana.
IL CASO più curioso è quello che riguarda la statale 235. A Castelmella il divieto di circolazione – stando a quanto si legge nell’ordinanza – non si applica alle strade provinciali, a Roncadelle non si applica ai tratti autostradali ed alla tangenziale sud di Brescia. Da ciò si è portati a dedurre che sulla SP235 (Orceana), che è divisa a metà tra Roncadelle e Castelmella esattamente sulla riga centrale, sul lato di Castelmella si potrà circolare, su quello di Roncadelle no.
Curioso invece il dispositivo di Collebeato, dove si legge: «il Sindaco ordina la circolazione a targhe alterne sul territorio comunale di Brescia». Da cui si deduce che a Collebeato si può circolare tranquillamente. Sempre Collebeato non applica il divieto di circolazione in tutti i tratti di strada esclusi, ma sul territorio di Brescia. Sarà difficile per i vigili dare multe fuori territorio. L’impressione è che si tratti di un copincolla secco dall’ordinanza della Loggia, sarebbe curioso vedere il ricorso di un automobilista multato a Collebeato che impugnando l’ordinanza facesse notare che non vi erano di fatto territori di quel comune menzionati dal divieto. Così anche a Castelmella, dove «il Sinadco ordina la circolazione a targhe alterne» sul territorio comunale di Brescia». Peraltro nell’ordinanza si legge che «é prevista la facoltà di avvalersi di autocertificazioni». Quindi in caso in quel territorio uno si autocertifica e via, in tutti gli altri comuni no. Curioso anche il caso di Botticino, dove non si applica il blocco in alcune vie salvo consentire ai residenti (senza specificare se tutti o quelli che già possono circolare nelle vie indicate prima) di raggiungere per la via più breve le aree di parcheggio più vicine alle fermate dei mezzi di trasporto pubblico.
MA C’È ANCHE «il caso San Faustino»: 15 febbraio. In cui ognuno andrà un po’ per i fatti suoi. Le ordinanze di Brescia, Botticino, Collebeato e Castenedolo ne fanno menzione specifica. Gli altri comuni no. Tuttavia sul sito del comune di Brescia si legge che: «L’ordinanza ha valore, oltre che nel Comune di Brescia, nei comuni che hanno aderito e cioè: Borgosatollo, Botticino, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Rezzato, Roncadelle, S. Zeno, Gussago, Castelmella, Castegnato». Che farebbe pensare che gli altri comuni recepiscano la stessa ordinanza, anche se poi si scoprono – come visto – orientamenti diversi (e non sempre concordanti).
La soluzione migliore? Forse è quella di Cellatica, dove per salvare capra e cavoli si legge che: «eventuali deroghe alla presente ordinanza rilasciate dai Sindaci che hanno emanato la medesima ordinanza sono ritenute valide sul territorio comunale». Ma lo stesso comune si distingue in verità anche per precisione, specificando che «le prescrizioni della presente ordinanza si applicano anche sul tratto di strada provinciale S.P. 10 che insiste sul territorio del comune di Cellatica». Lapalissiano, visto che essendo in territorio comunale l’esclusione dovrebbe essere espressa, ma in una confusione tale forse meglio dirlo una volta di più.
Sul sito del Comune di San Zeno Naviglio invece non si trova nè l’ordinanza nè alcun riferimento al blocco del traffico. Si farà? boh!