#nerd #economy atto II – #bresciaoggi #siliconvalley

Seconda puntata oggi su Bresciaoggi parlando della nerd economy bresciana (qui la prima puntata). Si parla tra l’altro di “Servizi Internet”, una azienda locale che ha sviluppato un modello ben lontano dalle roboanti quotazioni a stelle e strisce:

Creare valore per il web, senza l’assillo della crescita dei ricavi nel tempo, con l’obiettivo focalizzato sui servizi online. (…) Un approccio molto bresciano, lontano dai rischi di bolla tecnologica. Un tema, quello dello «sboom», che potrebbe tornare d’attualità visto il rischio crescente di non riuscire a far fronte agli impegni finanziari che tante piccole startup della Silicon Valley hanno preso negli ultimi due anni sottoscrivendo intese molto simili ai contratti derivati.

potete leggere qui la pagina in pdf in cui si parla anche di Pane web e salame – Foursquare – Wineblogger e altro…


Lo sportivo bresciano dell’anno? Votatelo su Facebook

Chi è stato lo sportivo bresciano che più vi ha entusiasmato nell’ultimo anno? La redazione di Bresciaoggi, in collaborazione con Uncle Pear ha aperto oggi una nuova iniziativa online per votare lo sportivo bresciano dell’anno.

I nominati sono 18, tre le categorie: “uomo”, “donna”, “squadra”. Si possono esprimere tutte le preferenze che si vogliono, ma una sola per ogni singolo individuo o squadra. Questa settimana quindi è aperta la corsa al primo posto.

Inutile l’invito a sostenere il vostro sportivo ed il vostro sport preferito. Nella prima giornata sembra essere proprio questo l’orientamento: il rugbysta Lorenzo Cittadini (campione d’Italia con la Benetton) e la calciatrice Laura Neboli (Reggiana) hanno lanciato la prima volata sostenuti evidentemente dalla passione per due sport molto praticati ma meno mediatici rispetto al calcio. Sarà una sfida interessante. Chi vincerà? A voi il verdetto!!

Qui trovate anche le due pagine (32 e 33) che Bresciaoggi ha dedicato oggi all’iniziativa…


Quotidiani e iPad, esordio mediocre

I voti di Wired ai quotidiani italiani non risparmiano bocciature. La Stampa in pole position, Bresciaoggi rimandato a “dopo” settembre (la formula è ancora in fase sperimentale gratuita).


Switch off, il duetto tra me e Benci sulla televsione

Oggi su Bresciaoggi botta e risposta tra me e Marco Bencivenga (caposrevizio della cronaca) a proposito dello switch off. Lui fa la parte del filo-tv, io, fortunatamente, ho smesso con i cartoni animati anni fa (e lo avevo già scritto su questo blog, prendendomi anche qualche critica) :) .
Il tutto condito dal lungo pezzo del nostro uomo tecnologia Daniele Bonetti a proposito della migrazione di Fede e Santoro e da una lunga sequela di istruzioni per l’uso.

Mi permetto qui anche di aggiungere la citazione di Jean Luc Stote (Radio Onda d’Urto): “Uscite di casa la sera se non volete morire idioti”.

IO E LA TV

«Inutile, il web l’ha superata e sostituita»
Giovanni Armanini

Il mio switch off sarà totale. La mia tv resterà muta, collegata solo al lettore dvd per vedere i film. Ci pensavo da un po’: raramente la accendo (l’iPod e la radio la anticipano), di fatto le mie abitudini l’hanno
soppiantata con altro, come è successo ad altri coetanei: da chi non l’ha nemmeno inclusa nella lista nozze a chi non l’ha considerata arredando la casa.
All’informazione sopperiscono internet e i giornali che, navigando e sfogliando, mi permettono di seguire più attentamente la notizia. Con la tv mi distraggo facilmente, non potendo interagire o fare «rewind». La tv non
va alla mia velocità e, quindi, non mi permette di capire, ma solo di sentire. Il mio risveglio mattutino è scandito dalla musica dell’iPod, da caffè e brioche, e dal giro tra i servizi giornalistici di Facebook e Twitter, dei blog e dei feed che seguo su Netvibes.
L’unico intrattenimento che ancora mi appassiona sono le partite di calcio in tv. Ma per quello c’è sempre una birreria pronta a ospitarmi con un gruppo di amici evitandomi oltretutto di disturbare i vicini. E le serate?
Quelle calde dell’estate sono troppo poche, corte e divertenti per passarle in casa. Quelle dei periodi freddi mi permettono di arricchire la mia libreria, che tengo aggiornata attraverso anobii.com.

«Ecco perchè appena sveglio la accendo»
Marco Bencivenga

Lo «switch off» per il digitale è un fastidio che avrei evitato volentieri. E rischia di far crollare la mensola che, sotto il video al plasma, già regge il peso del decoder Sky Hd (per le immagini ad alta definizione: una meraviglia!), il trasmettitore di segnale per le tv in cucina e in salotto, il lettore dvd e perfino il videoregistratore Vhs che non mi rassegno a pensionare.
Tenere il passo della tecnologia costa fatica, oltre a bel un po’ di euro. Ma come rinunciare alla tv, a tutta la tv? Io non ci riesco. Sarà deformazione professionale, ma la prima cosa che faccio appena sveglio, ogni mattina, è proprio accendere la «scatola magica»: telegiornali, televideo, rassegna stampa con il touch screen, perfino le previsioni del tempo… E’ il mio modo per connettermi con il mondo e per iniziare la giornata
informato. Se Silvia dorme, guardo soltanto, senza audio. Ma è sufficiente. Mi basta per sapere se da qualche parte è caduto un aereo o se un ministro si è dimesso, se il Governo ha istituito una nuova tassa o i sindacati hanno proclamato un improvviso sciopero dei trasporti. Notizie «essenziali» per non vivere fuori dal mondo. Certo, qualcosa si trova anche sull’Iphone, il telefonino che fa tutto, meno il caffè. Ma se ci sono giornali e tv, perchè accontentarsi del surrogato?


La vita e la morte online: un bresciano si suicida, in chat

Franco Mattes, bresciano stabilitosi a New York (Brooklyn), pioniere della Net Art si è suicidato in diretta collegandosi a Chatroulette e lasciando la webcam collegata sul suo corpo impiccato in fondo al salotto. E la chiamano arte.

Ne parlo oggi su Bresciaoggi. Franco Mattes è vivo e sta bene, in questi giorni sta allestendo una nuova mostra nella grande mela alla Postmasters Gallery: la sua era solo finzione artistica: anche questa volta lui e Eva Mattes, conosciuti sul web come http://www.0100101110101101.org (che sta in codice binario per la lettera K), hanno «invitato a pensare» a modo loro. Sovvertendo in modo provocatorio, non banale, diretto e scioccante l’utilizzo dei nuovi media, ovvero inscenando una impiccagione.

Qui il video, bannato da Youtube, attualmente su Vimeo (che tuttavia non si fa embeddare): No Fun – Eva and Franco Mattes from Franco Mattes on Vimeo.

Ne parla oggi anche il blog “Lega Nerd”, con un taglio critico che non è mancato online nemmeno tra i net artist e critica la performance chiedendosi: “Perchè cacchio la mia land in second life, i miei mega script in irc i miei grassi e grossi virus (ahh windozz) sono da sfigati e screenshot di avatar, bot irc e altri virus sono opere d’arte! BOH! Più rispetto per il nerd senza ganci artisitici!”

Personalmente ho avuto modo, nel mio articolo, di rilanciare un tema di libertà che mi sta a cuore: “I messaggi forti in Internet passano e si diffondono a prescindere dal benestare o meno dei grandi protagonisti del web alla guida dei social network. Un vanto che rilancia in qualche modo la natura incontrollabile e sostanzialmente anarchica di una piattaforma che è prima di tutto collaborazione ed empatia, e tende a ordinarsi e organizzarsi da sè”.

Le loro performance fanno sempre discutere: da quando clonarono il sito del Vaticano su vatican.org (copiando gran parte e sostituendo alcuni pezzi con stralci di canzoni degli 883 ed altre genialate), a quando nel centro storico di Brescia fecero un blitz notturno pubblicando una segnaletica surreale per lanciare messaggi alla città.

Curioso che di questa performance (del 2005) io non abbia trovato alcun testimone che se ne ricordasse. Nemmeno un articolo sul giornale (effettivamente mi è stato confermato dai diretti interessati, via mail da New York, che non ci fu conferenza stampa di presentazione), nemmeno uno che ricordasse “qualcosa di simile” (quindi se qualcuno vuole raccontarmelo mi contatti). Forse a quell’ora i bresciani stavano lavorando e non avevano tempo per le trovate di due artisti pazzi, che nella loro carriera hanno cambiato almeno 15 pseudonimi.

Eva e Franco Mattes sono su Facebook: qui


Elezioni regionali in diretta su Bresciaoggi.it

Le Elezioni Regionali 2010 saranno l’occasione per il primo esperimento di Live blogging su Bresciaoggi.it.

Lunedì seguiremo in diretta gli scrutini elettorali con diversi servizi ma soprattutto attraverso diversi canali. Oltre al sito avete a disposizione il mio blog e la mia pagina twitter, ma anche la pagina Facebook del quotidiano e ovviamente il sito del quotidiano.

Ovviamente siete caldamente invitati a linkarci e condividere i nostri contenuti sui vostri blog, sui vostri profili di twitter, facebook e dei vostri social network preferiti per diffondere il più possibile le informazioni in tempo reale che metteremo a disposizione.

La vera novità sarà proprio quest’ultima: la possibilità di tenervi aggiornati grazie alla multicanalità del web 2.0. Speriamo di essere all’altezza. Attendo (qui) commenti e critiche.

STAY TUNED!


Facebook vs Edicole?

Bresciaoggi: diecimila lettori al giorno in edicola dopo 36 anni di vita, mille lettori al giorno su facebook in una settimana di vita.

Vorrà dire qualcosa?


“SentirsiDire”. Sei indipendente? C’è la censura

censura

«Sentirsidire», il film del bresciano Giuseppe Lazzari, in gran parte girato proprio a Brescia, è incappato nelle maglie della censura.
Il trailer nelle ultime settimane ha ottenuto il record assoluto di visualizzazioni YouTube: 270 mila in pochi mesi, molto di più di Checco Zalone con «Cado dalle nubi» (180 mila).

In una scena si assiste ad una iniziazione sessuale, in un’altra ad un abuso. L’opinione di Nino Dolfo, critico cinematografico di Bresciaoggi è che tutto rientri nei termini dell’allusione ed entro la soglia del pudore. Siamo molto lontani dagli eccessi di «Albakiara», tanto per fare un esempio, per non parlare delle volgarità sdoganate dei film di Natale.

Forse, e qualcuno me lo ha fatto intuire, la Commissione è pilotata dalle grosse produzioni e la mia è una produzione indipendente. Non ho richiesto i fondi del Ministero, il film è finanziato da fondi privati, senza finanziamento del Fus e ovviamente non ho un canale preferenziale nella lobby del cinema a Roma che mi permette di avere forza e argomentazioni importanti nel momento in cui si deve affrontare un problema di censura. Parole dell’autore, che peraltro nel film ha fatto recitare anche i figli.


Recupero crediti

Un portafoglio bel gross…

L’altra faccia della crisi è rappresentata dalla crescita esponenziale del settore tradizionalmente conosciuto come «recupero crediti». Inutile dirvi che i migliori in assoluto sono dei bresciani, quelli della Guber, che hanno visto il portafoglio passare da ottocento milioni di euro a quasi un miliardo e quattrocento milioni.

Ecco invece il metodo storico di recupero crediti come finora conosciuto. Nel documento filmato…


Pressioni e motivazioni

C’è un sottile confine oltre il quale la motivazione diventa una controproducente pressione. Un limite delle statistiche al 90′ è quello di descrivere un prodotto di diversi momenti psicologici. Banalizzando: sullo 0-0 si gioca in maniera diversa che sullo 0-1 o sullo 0-3.

Il Brescia di Cavasin, in questo senso, rappresenta forse il peggior caso di ansia da prestazione. Al punto da partire sempre ad handicap. Come fa notare Vincenzo Corbetta su Bresciaoggi di lunedì, “i biancazzurri nelle ultime 3 partite hanno subito 5 gol e ben 4 sono arrivati nel primo quarto d’ora. Nell’ordine: 2 ad Ascoli (Antenucci al 2’ e al 14’, 2-0 per i marchigiani), uno con il Sassuolo al «Rigamonti» (Zampagna al 5’, poi l’aggancio, il sorpasso e il sigillo del Brescia per il 3-1 finale), uno a Grosseto sabato (Pichlmann su rigore al 13’, 2-1 per i toscani). Errori propri prima dei meriti altrui ed è il ripetersi continio di determinate circostanze che fa più rabbia in una pretendente alla promozione”.

All’analisi statistica Corbetta aggiunge un link con la scorsa stagione: “nei play-off le partenze ad handicap sono diventate una costante: Lodi dell’Empoli al 6’ nella semifinale di andata (1-1), Diamanti e Tavano del
Livorno al 10’ e al 14’ nella prima finale al «Rigamonti»: poi Taddei rimontò e fu 2-2″. Non è un caso, aggiungo io, che tutto ciò sia successo nelle partite d’andata in cui tutto è possibile e non nelle due di ritorno, iniziate con un diverso atteggiamento.

Azzardando mi sento di dire che in questo limite psicologico, molto più che in un limite tecnico o tattico, sta la fragilità del Brescia di queste ultime stagioni. Una squadra obbligata dai bilanci ad andare in serie A (…qualcuno dice che Corioni non ci voglia andare, ma la verità è l’esatto opposto: Gino ci deve andare in A, per valorizzare un’azienda, il Brescia Calcio, che oggi non è vendibile se non ad un prezzo fuori mercato).

E non a caso, giusto per non lasciare nulla nel silenzio, gente che al Brescia non ha mai fatto fare il salto di qualità come Baronio e Mannini, oggi è protagonista in serie A, dove paradossalmente giocano in squadre meno obbligate al risultato di quanto non lo sia stato il Brescia negli ultimi quattro anni.