Champions league, semifinali. La guida essenziale [infografica]

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Barcelona – Bayern Monaco; Juventus – Real Madrid. Tutte le statistiche, i record, le date e il programma da conoscere per seguire le semifinali di Champions League in due infografiche. Ecco perché l’edizione 2015 è quella con il livello più alto di sempre.

Il programma:  [Read more…]


Juventus, la vittoria della tranquillità #serieA #finoallafine #JuveGenoa #digitalsoccer

La Juventus ha ottenuto con il Genoa la classica “vittoria di fine stagione” giocando al piccolo trotto, chiudendo il conto con un assolo del suo attaccante migliore, permettendosi il lusso di sbagliare un rigore e concedendo complessivamente un solo tiro nello specchio all’avversario. Vittoria di una superiorità che i bianconeri quest’anno manifestano anche senza i ritmi forsennati di un anno fa e soprattutto prescindendo dai moduli: Allegri ha riproposto il 3-5-2 che ormai definire “contiano” sarebbe totalmente miope e comunque assolutamente errato visto che il modulo è solo nominalmente ereditato dal passato.

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Finalizzazioni: precisione senza foga. E’ una Juve che bada alla qualità più che alla quantità. Sapendo di averne, di qualità. Questo significa 40% di tiri in porta sui tiri totali nella partita contro il Genoa a fronte di un 33% medio realizzato quest’anno ed il 37% dello scorso anno. Il tutto, però, arrivando al tiro molto meno (11 volte ieri contro le 17 medie di quest’anno e le 16 della stagione scorsa).

Il gioco: meno possesso, più precisione. Il tutto in un contesto di gioco diverso, con almeno 5 punti percentuali in meno di possesso palla a partita, ma con una qualità di palleggio (espressa dalla voce statistica passaggi riusciti) migliorata di un punto percentuale. Ieri in questo fondamentale la Juve ha ricalcato l’andamento di quest’anno. C’è insomma un saldo del 6% nella positività di gioco della squadra che porta ulteriori sicurezze ad un gruppo già plasmato.

La difesa: -10% aggressività, +20% lucidità. Certezze e tranquillità che si riflettono sulla fase difensiva: scendono infatti falli e tackle (due score che sommati esprimono l’aggressività di una squadra in fase di non possesso palla) passando da 34,3 a partita (dei quali 15 in media erano falli) agli attuali 31,9. Numeri che ad un occhio poco abituato all’analisi statistica possono dire poco ma che significano sostanzialmente un 10% in meno di aggressività a fronte di intercettazioni (ovvero fondamentali difensivi che sottolineano la capacità di lettura del gioco di una squadra in fase di non possesso grazie ad una sorta di opposizione tattica) che passano da 12,6 a 14,2 a gara per un incremento che sostanzialmente si attesta al 20% dell’anno prima.

C’è una progressione che chiaramente non può essere banalizzata con un plauso ad Allegri ed una rivalutazione del lavoro del suo predecessore. La lettura in questo senso sarebbe assolutamente ingenerosa e comunque sbagliata alle fondamente. Ciò che invece pare più veritiero è dire che non solo Allegri non ha rovinato il giocattolo (molti in estate lo auspicavano senza mezzi termini) ma la sua gestione capace di un vero rinnovamento della continuità sta rappresentando un indubbio valore aggiunto.

Se sei interessato a un approfondimento su Come gioca la Juve di Allegri puoi leggere questo post in cui ho puntualizzato gli aspetti più importanti dell’approccio tattico-strategico del tecnico livornese.

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Ranking, obiettivo secondo posto stagionale. E la Juve balza al diciassettesimo posto #championsleague #europaleague

Con la vittoria della Juventus sul Borussia Dortmund lo scenario più probabile per il calcio italiano negli ottavi è quello di portare almeno 3 squadre qualificate. Oltre ai bianconeri il Napoli sembra essere vicinissimo alla qualificazione, mentre una tra Fiorentina e Roma andrà a rimpinguare la truppa. Allo stesso momento la vittoria sul Borussia Dortmund permette alla Juventus di salire al diciassettesimo posto nel ranking europeo a squadre (che tiene conto dei risultati degli ultimi 5 anni, quindi anche delle fallimentari stagioni 2011 e 2012) guadagnando ben tre posizioni: scavalcati in un colpo Tottenham, Basilea e Shaktar.

Ecco la top 20 europea.

10/11 11/12 12/13 13/14 14/15
1 Real Madrid Esp 33.6428 36.1714 29.5428 39.6000 27.1856 166.142
2 Barcelona Esp 36.6428 34.1714 27.5428 28.6000 27.1856 154.142
3 Bayern Ger 24.1332 33.0500 36.5856 29.9428 25.9142 149.625
4 Chelsea Eng 26.6714 33.0500 30.2856 28.3570 23.7142 142.078
5 Atlético Esp 9.6428 34.1714 13.5428 37.6000 24.1856 119.142
6 Benfica Por 25.7600 23.3666 28.3500 30.9832 9.7500 118.209
7 Schalke 04 Ger 30.1332 20.0500 22.5856 18.9428 19.9142 111.625
8 Arsenal Eng 22.6714 22.0500 21.2856 21.3570 22.7142 110.078
9 FC Porto Por 31.7600 12.3666 22.3500 17.9832 24.7500 109.209
10 Man. United Eng 36.6714 16.0500 21.2856 26.3570 2.7142 103.078
11 PSG Fra 14.1500 9.1000 27.3500 26.7000 23.1500 100.450
12 Dortmund Ger 10.1332 10.0500 33.5856 24.9428 20.9142 99.625
13 Valencia Esp 21.6428 25.1714 22.5428 26.6000 3.1856 99.142
14 Zenit Rus 18.1832 19.9500 14.9500 18.0832 16.8332 87.999
15 Leverkusen Ger 16.1332 19.0500 12.5856 18.9428 20.9142 87.625
16 Man. City Eng 16.6714 20.0500 10.2856 22.3570 17.7142 87.078
17 JUVENTUS Ita 8.3142 2.2714 25.8832 25.8332 24.0000 86.302
18 Shakhtar Ukr 26.0166 9.5500 18.9000 12.5666 18.5666 85.599
19 FC Basel Sui 10.1800 20.2000 17.6750 20.4400 16.3800 84.875
20 Tottenham Eng 24.6714 10.0500 19.2856 18.3570 11.7142 84.078

Martedì sera l’Atletico ha eliminato il Bayer Leverkusen e così la Spagna porta tre squadre negli ottavi di Champions, dove potrebbe esserci un derby: il clasico Real-Barça, la supersfida di Madrid tra Atletico e Real o la rivincita dello scorso anno tra blaugrana e colchoneros. Intanto in attesa di Villareal – Siviglia la Spagna si appresta anche quest’anno a stabilire il miglior punteggio nazionale nelle coppe consolidando il primo posto.

Saranno quindi 4 le spagnole ai quarti delle due competizioni europee (3+1), mentre le italiane, se Inter e Torino non rimonteranno lo svantaggio dell’andata (serve un 2-0 ai nerazzurri per passare ed al Toro per sperare almeno nei supplementari) si potrebbero ridurre a tre. La qualificazione dell’Inter sarebbe decisiva soprattutto per ottenere il secondo posto stagionale nel ranking.

Al momento si è ridotta a 2 squadre la presenza tedesca (Bayern più il Wolfsburg in campo contro i nerazzurri) mentre come preventivato il solo Everton difende i colori inglesi, con un 2-1 che non regala troppe sicurezze contro la Dinamo Kiev in una trasferta difficilissima.

Questa la situazione dei primo quattro paesi europei al momento (in grassetto lo score complessivo, nella colonna immediatamente a sinistra quello stagionale, in quella a destra le squadre in gara in attesa del ritorno degli ottavi di Europa league). L’Italia come si vede grazie alla Juventus raggiunge un ottimo score di 15 punti stagionali consolidando il vantaggio (sempre stagionale) sulla Germania.

1 Spain 18.214 20.857 17.714 23.000 15.928 95.713 5/ 7
2 England 18.357 15.250 16.428 16.785 13.571 80.391 1/ 7
3 Germany 15.666 15.250 17.928 14.714 14.571 78.129 2/ 7
4 Italy 11.571 11.357 14.416 14.166 15.000 66.510 6/ 6

Juventus da applausi. E’ la vittoria di Max Allegri #championsleague #finoallafine #digitalsoccer

Il 3-0 della Juventus contro il Borussia Dortmund è il successo di Max Allegri, il tecnico ha vinto ieri sera la sua scommessa estiva: arrivare al punto in cui si era fermato due anni prima il suo predecessore, Antonio Conte. Ce l’ha fatta con la migliore delle situazioni auspicabili: +14 in campionato e una squadra che si è imposta con un 3-0 in trasferta assolutamente da incorniciare.

Il gol a freddo di Tevez ha sicuramente incanalato la partita, ma allo stesso tempo presentarsi a Dortmund e concedere il primo tiro nello specchio all’avversario dopo un’ora (Kampl al 63′) e non permettere mai all’avversario di entrare di fatto in area, [Read more…]


Juventus nella top ten europea? Il #ranking dice che è già così #Uefa #Championsleague #finoallafine

Considero la Juventus tra le 8 squadre più forti d’Europa. Come del resto dice anche il ranking Uefa delle ultime due stagioni.

Vero che la classifica ufficiale europea tiene conto degli ultimi 5 anni, ma se si vuol valutare il reale valore dell’attuale gruppo juventino, quello cioè che ha iniziato con Antonio Conte dopo la vittoria del primo scudetto e che ha proseguito tra alti e bassi nelle ultime tre stagioni, bisogna far riferimento agli ultimi tre scores annuali. Ecco la top ten.

1 Real Madrid Esp 29.5428 39.6000 27.1000 96.242
2 Bayern Ger 36.5856 29.9428 25.9142 92.442
3 Chelsea Eng 30.2856 28.3570 23.7142 82.356
4 Barcelona Esp 27.5428 28.6000 24.1000 80.242
5 B. Dortmund Ger 33.5856 24.9428 20.9142 79.442
6 PSG Fra 27.3500 26.7000 23.1500 77.200
7 Atlético Esp 13.5428 37.6000 24.1000 75.242
8 Juventus Ita 25.8832 25.8332 20.9000     72.616
9 Benfica Por 28.3500 30.9832 9.7500 69.083
10 Arsenal Eng 21.2856 21.3570 22.7142 65.356

Solo Real Madrid, Bayern e Barcellona (quest’ultima non di molto) sono più forti. Con tutte le altre in corsa in Champions se la può giocare: Atletico, Monaco e Porto sono battibili e il Psg non è superiore.

Considero quello dello scorso anno un incidente di percorso costellato di numerose coincidenze che hanno fatto perdere tempo nella crescita europea creando un ingiustificato, ma evidente, complesso da Champions.

Ci sono – rispetto all’anno scorso – condizioni diverse da far valere. In primis la stagione italiana: non ci sono più le pressioni contiane a fare 102 punti e la concentrazione andrà tutta all’Europa, infine attenzione all’effetto mondiale su una stagione che quest’anno finirà a giugno. La partita di stasera è una tappa, non credo che la squadra uscirà, ma è tra le ipotesi. Tutto sta nel capire cosa succederà. Il resto lo vedrete in campo. Secondo me vince anche stavolta 2-1.

@armagio


QuiUK. Valorizzare i giovani italiani all’estero, il caso Juventus-De Girolamo #talentradar #wonderkids

Che la Juventus sia sulle tracce di Diego De Girolamo, attaccante classe 1995 già nel giro della nazionale under 20 italana, nato a Chesterfield in Inghilterra ma già nel giro azzurro sin dall’under 18 non è una novità. La conferma arriva anche dall’ultimo numero di The Football League Paper in cui Ross Wilcox, presidente dello York City (dove De Girolamo è in prestito fino a fine stagione dallo Sheffield), ammette di non poter competere con la forza della Juventus per trattenere il ragazzo in Inghilterra.

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Su di lui ci sarebbe anche il Sunderland, ma Wilcox pare sicuro: “Andrà alla Juve, nonostante i suoi 19 anni è un ragazzo che sa bene quello che vuole. Non mi sorprende l’interesse, piuttosto – conclude il presidente dello York – mi sorprende che anche altri grandi club non si siano fatti avanti per lui”. Dopo aver esordito in FA Cup con lo Sheffiel United, De Girolamo allo York ha disputato 11 gare (8 dal primo minuto) e segnato 4 reti. Nelle nazionali giovanili ha raccolto 9 presenze segnando fin qui 4 reti.

Sulla storia del giovane De Girolamo ci sta una riflessione finale. Si è sentito per mesi dire che servono più italiani nelle nostre squadre e che bisogna fermare l’esportazione. Un pensiero di una mediocrità calcistica imbarazzante se si ragiona ai massimi livelli. De Girolamo non è nato in Italia ma in Inghilterra, da padre italiano, ma il suo caso è emblematico. Sarebbe stato identico se fosse cresciuto in qualche scuola calcio italiano per poi prendere un aereo diretto in Inghilterra.

Fermo restando che la qualità delle nostre academy deve migliorare, le società non possono più pensare di avere radar funzionanti solo nel giardino sotto casa. Se in futuro ci saranno più giovani italiani pronti ad emigrare per crescere in centri d’eccellenza all’estero ben venga. Diventeranno uomini e matureranno molto prima. La competizione con i club esteri la si deve fare sulle academy. sulle strutture, sulle metodologie di preparazione, sulla capacità di valorizzare i giovani calciatori. Questa dev’essere la priorità, non una anacronistica difesa del giovane italiano entro confini territoriali che non esistono più.

Piuttosto bisognerà interrogarsi sulla capacità di valorizzazione dei giovani (il caso Roma-Scamacca insegna) ed al contempo bisognerà dotare la nazionale di una rete di osservazione internazionale perché sempre più giovani italiani nasceranno o cresceranno fuori dai confini, e l’impressione (ampiamente giustificata dai fatti) che un oriundo in serie A abbia più opportunità ed attenzioni di un italiano in Olanda o in Russia (per dirne due a caso) non può diventare una regola non scritta della maglia azzurra.

@armagio


Italia-Germania, lo spread torna a salire #championsleague #europaleague #ranking

Le sconfitte di Torino e Inter rimettono le squadre italiane alle spalle delle tedesche nel ranking Uefa.

Dopo il giovedì d’oro che aveva portato 5 qualificazioni su 5 in Europa league le nostre formazioni impegnate in Europa League (in attesa del ritorno della Juventus a Dortmund in Champions) potevano raccogliere al massimo 8 punti in 4 gare (per il ranking la vittoria vale 2).

Il bottino di 4/8 non è il meglio possibile, soprattutto riflettendo su come si era messa e come è stata compromessa la partita (ma soprattutto la qualificazione) dell’Inter, ma rappresenta il minimo sindacale. La prospettiva è comunque quella di trovarci nei quarti di Europa League con due squadre, ovvero come nazione più rappresentata.

Nel frattempo però la Germania, che nel turno precedente era alle nostre spalle nel ranking annuale, ora ci ha nuovamente superati: 14,571 punti per i tedeschi, solo 0,71 in più delle nostre squadre.

Spagna sempre in vetta, con la prospettiva di perdere una squadra dal derby Villareal-Siviglia e l’Atletico Madrid in bilico; mentre l’Inghilterra dopo aver salutato il Chelsea e vedere in grosse difficoltà ManCity e Arsenal, può tirare un sospiro di sollievo per la rimonta dell’Everton (2-1 alla Dinamo Kiev).

Ci consoliamo con un divario crescente nei confronti delle inglesi: ora sommiamo 1,215 punti in più di loro nella graduatoria stagionale e nella proiezione a 3 anni a parità di risultati il loro vantaggio risulta di 3,416 con un guadagno di 2 decimi rispetto a due settimane fa.

Sperando nell’impresa di Torino e Inter e in attesa del risultato della Juventus lo scenario più probabile è quello di un contingente italiano ridotto a 2 squadre in Europa League. In chiave ranking generale invece assume importanza capitale la sfida tra Atletico Madrid e Bayer Leverkusen: chi si qualificherà permetterà anche al proprio paese di mantenere con 4 squadre il contingente europeo più alto nei quarti di finale.


La qualità del gioco in Europa: Bayern davanti a tutti, Juve unica italiana nelle prime 10 #ligue1 #serieA #liga #bpl #bundesliga

Il Bayern di Monaco è la squadra europea con il rating più alto (7.55) secondo i calcoli del sito whoscored.com

Precede la neo capolista della Liga, il Barcellona (7.49) e il Real Madrid (7.48), mentre la Juventus settima (7.30) è l’unica italiana nelle prime dieci squadre europee.

Interessante analizzare i vari rating anche per capire il valore dei diversi campionati.

La Serie A ha 2 sole squadre nelle prime 20 (oltre alla Juve c’è la Roma al diciottesimo posto con 7.19), purtroppo nel nostro campionato milita anche l’ultima della classe (il Parma, 7.58) e nel novero delle peggiori (quelle dall’81esimo al 98esimo posto) troviamo pure Cesena, Atalanta e Verona.

La Premier League vede a sorpresa davanti a tutti l’Arsenal seguito dal Chelsea rispettivamente quinta e sesta.

La Ligue1 oltre a Paris Saint Germain annovera anche Marsiglia, Lione e a sorpresa il Montpellier tra le prime.

La Bundesliga si distingue innanzitutto per le 4 squadre nelle prime 20 (come

Curiosa invece la situazione della Liga Spagnola. Con 5 squadre su 20 nel primo blocco (oltre alle prime della classe troviamo Atletico Madrid, Valencia e Villareal) è il campionato con più formazioni al top. Ma con ben 8 squadre nelle ultime 18 è anche quella con più formazioni in coda ed annovera il solo Siviglia nelle squadre dalla 31 alla 40esima posizione. Insomma un campionato nettamente spaccato in due. Non ci sono solo Real e Barcellona come molti pensano, ma un novero di ottime squadre che tuttavia sono nettamente superiori a quelle nella seconda metà della classifica.

Cosa significa tutto ciò per il nostro campionato? Innanzitutto che siamo quelli che fanno il calcio meno propositivo (in termini di qualità di gioco) visto che – conoscendo i parametri che determinano il rating – concentriamo il maggior numero di squadre dalla metà in giù della graduatoria, inoltre che presto i risultati della Roma potrebbero ulteriormente livellare verso il basso la nostra serie A, con vantaggi in termini di competitività, svantaggi in termini di qualità.


La Juve “europea” di Allegri in 5 mosse #digitalsoccer #serieA #championsleague #finoallafine

Alcuni commentatori italiani nel dopo Roma-Juventus di ieri hanno sottlineato come il big match dell’Olimpico sia sembrato per lunghi tratti una gara in cui i bianconeri hanno giocato in preparazione alla sfida di Dortmund più che con la pressione che una gara decisiva per lo scudetto richiede.

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Il giudizio mi sembra netto e in parte ingiusto nei confronti della Roma, ma per contestualizzare meglio questa nuova Juventus di Allegri, che prova a mettere l’Europa al centro dei suoi pensieri, può essere interessante analizzare alcune novità che emergono da un approfondimento statistico sulle ultime due gare rispetto alla media delle gare giocate quest’anno dalla Juventus tra Coppa e Campionato.

1. POSSESSO. Ciò che è fuor di dubbio è che i Campioni d’Italia hanno deciso da qualche gara a questa parte che il possesso palla non è una priorità e che un gioco d’attesa può essere comunque prolifico. E’ la prima cosa che balza all’occhio: si passa da circa 700 palle giocate a partita (non ci sono state grandi differenze tra Campionato e Champions) contro le 500 degli avversari ad un netto ribaltamento della situazione (649-492 a favore della Roma, 649-579 per il Borussia). Ma da tempo il possesso palla non è considerato un dato esaustivo, ed allora ecco i “sotto-dati” più interessanti.

2. POSIZIONE IN CAMPO. Nelle due gare contro Roma e Borussia il baricentro (ovvero il punto medio del campo in cui la squadra ha giocato palla) della Juventus si è abbassato di 6,3 metri passando da 59,8 a 53,5 metri. Proporzionalmente anche il pressing (ovvero il punto medio in cui la squadra recupera palla, ha subito un arretramento (voluto): da 47,6 metri a 40,3 metri. Riportato sul campo, la Juventus prima recuperava palla a ridosso della metà campo, ora lo fa all’incirca dietro il cerchio di centrocampo, ovvero tra una ipotetica linea di trequarti e

3. TIRI SUBITI. Ecco il primo effetto interessante. Nonostante l’arretramento di tutta la squadra che si è visto sopra la Juventus, che prima subiva tiri in porta da una distanza media di 20 metri in campionato e 19,6 metri in coppa, ora prende tiri in porta da una media di 23 metri. In altre parole se prima gli avversari arrivavano al tiro a ridosso dell’area ora lo fanno circa 3 metri indietro per effetto di una miglior copertura (e compattezza) della squadra. Va ricordato che Roma e Borussia sono arrivate solo 3 volte a testa a concludere da dentro l’area di rigore a fronte delle 7 volte della Juventus.

4. VERTICALIZZAZIONI. Non può stupire se una squadra che difende di più tende ad avere una percentuale di giocate utili (ovvero palle giocate in verticale che escludono un avversario dall’azione difensiva) più alta di chi fa più possesso. Tuttavia il peso percentuale delle stesse può divenire rilevante. Quest’anno in Champions la Juve aveva una media del 13,37% (contro il 13,11% avversario). Contro Roma e Borussia non solo l’aumento è netto (14,8 e 16,2) ma la compattezza difensiva viene ridotta di molto. Il Borussia ad esempio ha verticalizzato solo l’8% delle palle che ha giocato, ovvero ha trovato una Juve compatta e capace di prevedere le sue giocate costringendolo a una manovra più orizzontale.

5. TIRI EFFETTUATI. C’è più spazio alle spalle degli avversari e la profondità di gioco aumenta. In questo senso la Juventus è passata da conclusioni ad una distanza media di 17,6 metri in campionato e 18,3 metri in Coppa ad una media di 15,1 metri ovvero riesce con facilità ad entrare in area laddove prima si fermava circa 2,5 metri indietro ovvero a ridosso della linea che delimita la zona. Già si è detto dei 7 tiri da dentro l’area tentati contro Roma e Borussia, che sostanzialmente non modificano le medie stagionali, ma vanno visti e ponderati considerando il livello degli avversari medi in campionato.

Sarà vera gloria? Ai 90′ di Dortmund la sentenza.

Se sei interessato a un approfondimento su Come gioca la Juve di Allegri puoi leggere questo post in cui ho puntualizzato gli aspetti più importanti dell’approccio tattico-strategico del tecnico livornese.

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Inghilterra nel mirino. Il terzo posto nel #ranking per l’Italia non è più un miraggio #Europaleague

Grande notte di calcio europeo per le italiane, che stabiliscono un record di partecipazione agli ottavi di Europa League con le qualificazioni (ed altrettante vittorie) di Torino, Napoli, Fiorentina, Inter e Roma.

Mai così tante squadre di uno stesso paese sono arrivate nelle 16 migliori della seconda competizione europea.

Le 5 vittorie su 5 gare valgono un bottino di punti cospicuo che con un totale di 13.833 proiettano l’Italia al SECONDO posto stagionale nel ranking Uefa. Dietro solo alla Spagna prima con 14.642 e davanti sia alla Germania con 13.571 che all’Inghilterra con 12.857.

Oltretutto, se la Juve passasse l’Italia sarebbe l’unica nazione a non aver ancora avuto nessuna squadra eliminata in Europa.

Plauso soprattutto al Torino, che ha giocato una delle più belle partite di una squadra italiana in Europa nell’ultimo decennio e si è imposto 3-2 a Bilbao dove nessuna squadra italiana aveva mai battuto l’Athletic nella lunga storia delle coppe europee.

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L’Athletic è anche l’unica squadra spagnola eliminata, nella notte che vede il crollo di Liverpool e Tottenham (annata nera per le inglesi) e una serie di trionfi a Est delle squadre ucraine e russe che fanno l’en plein.

Ma quel che più conta è il ritrovato spirito vincente delle nostre anche nella seconda competizione europea, oltre ad un grande obiettivo che non è più impossibile: sfidare le squadre inglesi per il terzo posto nel ranking UEFA.

In un paio d’anni l’aggancio è possibile. Ecco come!

Nelle prossime due stagioni le inglesi cederanno i punti guadagnati nelle annate 2010/2011 e 2011/2012. La differenza punti tra noi e loro nell’ultimo triennio è stata di soli 3,655 punti (a loro favore, naturalmente).

Nel 2012/2013 le inglesi hanno fatto 2,012 punti più di noi mentre lo scorso anno ne hanno fatti 2,619 in più.

Al momento invece siamo noi a primeggiare con uno score di 0,976 punti migliore del loro.

Ora da qui a fine stagione le nostre squadre (a partire dalla Juve nella gara di ritorno degli ottavi di Champions con il Borussia) dovranno provare a ottenere più punti possibile in modo da assottigliare ulteriormente il divario.

Come detto, dandosi come obiettivo il sorpasso nel 2017, si parte da 3,655 punti di differenza. Ma le inglesi quest’anno proseguiranno la corsa con il solo Everton in Europa League, mentre in Champions il rischio di perdere sia Arsenal che Manchester City è altissimo, mentre il Chelsea parte con i favori dell’1-1 in trasferta nella sfida con il Psg.

Ecco quindi che l’Italia (con almeno 5 squadre ancora in corsa, più la Juve, attesa dalla trasferta di Dortmund), potrebbe recuperare almeno altri due punti da qui alla fine della competizione e ritrovarsi in proiezione 2017 ad una incollatura dall’Inghilterra.

Il nostro calcio raramente riesce a darsi obiettivi comuni, ma questo è decisamente alto e prestigioso. E’ tempo di mettere al bando i campanilismi per ritornare grandi occupando – di conseguenza anche economicamente – un posto sul podio europeo che fino a 15 anni fa ci vedeva primeggiare.